Kit Willer e le vacche.

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Moderatori: Alberto Elisi, Mucco

Messaggiodi Lucero » lun dic 11, 2006 3:34 pm

Fog ha scritto:Che fai, mi tiri in ballo il cigno di Busseto? :wink: :)


Oibò! Confesso che la citazione mi coglie alla sprovvista, essendo i miei riferimenti culturali molto più modesti, ossia Marty McFly e Doc Brown. Tuttavia lo spunto è interessante, perché effettivamente il Maestro aveva intuito il decadimento nizziano ancor prima che Tex fosse inventato, lasciandocene traccia in numerose opere, quali:

* Il traviato (dedicato allo sceneggiatore principale)

* I texiani alla prima cazzata (opera metafumettistica sui lettori di fronte alle incongurenze nizziane)

* Il trovatore (un'avvincente opera drammatica alla ricerca di un tesoro perduto in un canyon)

* Bacucco (prima opera dedicata a Carson, dalla quale il celebre coro "Va' pensiero a' patatine dorate" proposto come nuovo inno ufficiale della testata)

* Aita! (un precursore dei Fratelli Donegan)

* La forza del Destino (il titolo già dice tutto)

* Ostello (seconda opera dedicata a Carson)

* Farsaff (opera conclusiva, scritta in tarda età, ma che riassume magistralmente quasi vent'anni di Tex)

Mi sono chiaramente limitato alle opere principali, le uniche che conosco, ma qualche texiano melomane potrà completare l'elenco, se ritiene opportuno.
Saluti,
Lucero

«La storia va bene così. Altrimenti non l'avrei scritta così, è pacifico.» (M.B. 22-feb-2013)
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Messaggiodi Fog » lun dic 11, 2006 3:52 pm

Lucero ha scritto:
Fog ha scritto:Che fai, mi tiri in ballo il cigno di Busseto? :wink: :)


Oibò! Confesso che la citazione mi coglie alla sprovvista, essendo i miei riferimenti culturali molto più modesti, ossia Marty McFly e Doc Brown.

Cito il glorioso musicista: "Torniamo all'antico: sarà un progresso."


* Il traviato (dedicato allo sceneggiatore principale)

* I texiani alla prima cazzata (opera metafumettistica sui lettori di fronte alle incongurenze nizziane)

* Il trovatore (un'avvincente opera drammatica alla ricerca di un tesoro perduto in un canyon)

* Bacucco (prima opera dedicata a Carson, dalla quale il celebre coro "Va' pensiero a' patatine dorate" proposto come nuovo inno ufficiale della testata)

* Aita! (un precursore dei Fratelli Donegan)

* La forza del Destino (il titolo già dice tutto)

* Ostello (seconda opera dedicata a Carson)

* Farsaff (opera conclusiva, scritta in tarda età, ma che riassume magistralmente quasi vent'anni di Tex)
ROTFL!! :lol: :lol: :lol:
E' un fumetto di Nizzi, consumare con cautela. Può produrre effetti indesiderati anche gravi.
Consultare TWO in caso di problemi.


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Re: Kit Willer e le vacche.

Messaggiodi juan velasco » mar giu 27, 2017 7:53 pm

Non volendo aprire una nuova discussione, dissotterro questo vecchio thread, cui vedo avevano partecipato molti eminenti forumisti ormai ex da tempo... peccato...
veniamo al buon vecchio Piccolo Falco...
Sono un dei rarissimi texiani che ritiene il giovane Willer un bellissimo personaggio... come molti altri creati da GLB, potrei dire, se non fosse che Kit è speciale oltre le stesse intenzioni del suo creatore...
La vulgata narra che il successo di fumetti western con eroi-bambini abbia spinto i Bonelli (non so se il padre o il figlio) a immaginare una nuova serie dedicata al figlio di Tex...
Quindi per puro calcolo vengono inseriti nella saga due characher unici... La dolce Lilyth e il suo pargolo... La prima sparisce subito e questo curioso evento sarà lo spunto della storia epocale che uscirà quasi 100 numeri dopo...
A essere precisi molti di più perché le strisce sono un assai più numerose, ma non è un problema...
Il secondo diventa, malgrado tutto, un co-protagonista... E lo diventa nel disprezzo quasi unanime dei lettori, che lo vedono presente in quasi tutti i capolavori del l'epopea texiana e non si capacitano di come questo sia potuto avvenire...
Sangue Navajo sarebbe stata più bella senza la scena del colonnello Elbert che spara al nostro, con conseguente rappresaglia del padre inviperito?
Sulle piste del nord avrebbe guadagnato punti senza il celebre tentativo (ahimè riuscito) di liberare il giovinastro rapito dai pellerossa...
Nel grande intrigo chi avrebbe tenuto testa a Lyman alla riserva priva di Aquila della Notte? Qualcuno più degno?

Ebbene dopo tanti anni mi sono convinto che si... Kit deve sparire... Forse non è possibile sbianchettare tutto e le vignette dove è presente, operazione degna del Grande Fratello Orwelliano, però un tentativo si potrebbe fare...
Lasciarlo solo a condurre vacche al pascolo non è la soluzione... Tex potrebbe incontrarlo per sbaglio... O anche peggio...
Farlo tornare nei ranger è da scartare... Non ha la stoffa è evidente a tutti...

L'unica soluzione è farlo morire in un modo consono... Da idiota come viene considerato dalla maggioranza... Scivola su una buccia di banana... Alla Ridolini, per capirci...
E deve essere subito che non ho tempo da perdere... Imho se lo merita... Se 70 anni di imprese al limite dell'impossibile non sono state sufficienti per farsi amare dai lettori, allora bisogna buttare la spugna...

Per parte mia lo ringrazio di tutto... Ma gli sono troppo affezionato per chiedergli di sopportare ancora... Un grande sa quando è l'ora di togliere le tende... E quel momento è arrivato... Adios Amigo!
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Re: Kit Willer e le vacche.

Messaggiodi Lucero » mar giu 27, 2017 10:03 pm

juan velasco ha scritto:E lo diventa nel disprezzo quasi unanime dei lettori

Fossero solo i lettori.
Anche quasi tutti gli autori non lo sopportano, tra sceneggiatori e disegnatori con i quali abbiamo avuto modo di parlare nel corso degli anni.
Il che è anche peggio.
Saluti,
Lucero

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Re: Kit Willer e le vacche.

Messaggiodi Michela » mar giu 27, 2017 10:06 pm

juan velasco ha scritto:veniamo al buon vecchio Piccolo Falco...

Perbacco, ma che accidente d'idea ti è venuta? :mrgreen:

juan velasco ha scritto:Sono un dei rarissimi texiani che ritiene il giovane Willer un bellissimo personaggio... come molti altri creati da GLB, potrei dire, se non fosse che Kit è speciale oltre le stesse intenzioni del suo creatore...

Conosco almeno altri tre lettori, non frequentatori di forum, che la pensano esattamente come te. Quanto al quarto, ex forumista ma sempre eminente... Apache Kid, dove diavolo sei finito? :mrgreen: :wink: :ciao:

juan velasco ha scritto:La vulgata narra che il successo di fumetti western con eroi-bambini abbia spinto i Bonelli (non so se il padre o il figlio) a immaginare una nuova serie dedicata al figlio di Tex...
Quindi per puro calcolo vengono inseriti nella saga due characher unici...

Se non ricordo male, Lilyth era stata inserita perché, per problemi di censura, era venuto il momento di "accasare" Tex, viste certe donnine discinte che circolavano attorno al Nostro nelle prime storie. :angel:
Ma alla fine la vera ragione non è che conti poi molto.

juan velasco ha scritto:E lo diventa nel disprezzo quasi unanime dei lettori, che lo vedono presente in quasi tutti i capolavori del l'epopea texiana e non si capacitano di come questo sia potuto avvenire...

Eh già. Vabbè, io ho una mia teoria circa certi lettori, che si dicono texiani ma non amano tutto il quartetto, anzi si divertono/godono quando gli autori fanno fare figure da babbeo a Kit, ma me la tengo per me. :wink:

juan velasco ha scritto:Sangue Navajo sarebbe stata più bella senza la scena del colonnello Elbert che spara al nostro, con conseguente rappresaglia del padre inviperito?
Sulle piste del nord avrebbe guadagnato punti senza il celebre tentativo (ahimè riuscito) di liberare il giovinastro rapito dai pellerossa...
Nel grande intrigo chi avrebbe tenuto testa a Lyman alla riserva priva di Aquila della Notte? Qualcuno più degno?

La prima storia che citi non sarebbe mai stata scritta e anche la terza, certo non in quei termini, visto che - come forse si tende a non considerare - Tex non sarebbe mai diventato capo dei Navajos se non fosse nato Kit, erede diretto di Freccia Rossa. Quanto al personaggio in sé, personalmente ho versato fiumi d'inchiostro e consumato la vecchia tastiera, ma è evidente che interessa solo ai soliti "rarissimi".

juan velasco ha scritto:Per parte mia lo ringrazio di tutto... Ma gli sono troppo affezionato per chiedergli di sopportare ancora...

Ma sì, d'altronde non lo sopportano nemmeno certi disegnatori, per non parlare degli sceneggiatori: "doppione del padre", "Tex col ciuffo", "piccolo Tex", "l'insopportabile figlio", ecco qualche ficcante definizione.
Meglio una morte in gloria. Si vede che due Willer - entrambi "buoni" e in perfetta sintonia - sono troppo troppi e d'altronde, di questi tempi, sono notoriamente più interessanti i cattivi.
Saluti,
Michela

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Re: Kit Willer e le vacche.

Messaggiodi chinaski89 » ven giu 30, 2017 8:49 pm

Per fortuna Boselli è uno di quelli che Kit lo apprezzano molto e non fa più il guardiano di vacche. Invero bisogna anche dire che il Kit Willer di certe storie di GLB resta inarrivabile
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Re: Kit Willer e le vacche.

Messaggiodi Lucero » sab lug 01, 2017 6:37 am

chinaski89 ha scritto:Per fortuna Boselli è uno di quelli che Kit lo apprezzano molto e non fa più il guardiano di vacche. Invero bisogna anche dire che il Kit Willer di certe storie di GLB resta inarrivabile

Qui mi sento di essere più chinaski di chinaski. :lol:
Perché, a mio parere, degli autori attuali Boselli è l'unico che apprezza Kit, o che quantomeno non si fa alcun problema a usarlo con una buona regolarità così come una corretta gestione del quartetto richiede.
A volte lo adopera in un modo che trovo discutibile, come per esempio in "Salt River" o nel primo Color, ma in altre occasioni lo fa come si deve e comunque, vivaddio, lo fa!.
Gli altri autori lo considerano come ha già ben detto Michela e, a questo punto, è meglio che se ne dimentichino addirittura.
Saluti,
Lucero

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Re: Kit Willer e le vacche.

Messaggiodi carson » ven ago 18, 2017 8:07 am

Michela ha scritto:[
Eh già. Vabbè, io ho una mia teoria circa certi lettori, che si dicono texiani ma non amano tutto il quartetto, anzi si divertono/godono quando gli autori fanno fare figure da babbeo a Kit, ma me la tengo per me. :wink:

Ciao Michela :)
Scusate se mi inserisco in questo fan club di Kit Willer.
Michela, non so quale sia la tua idea su chi non ama particolarmente Kit . Ti dico come la penso così magari puoi farti un'idea più precisa :)
Io leggo Tex da più di cinquant'anni. Ho iniziato da "La mano Rossa" (il primo Tex che ho letto) ed ho proseguito col numero due e via di seguito e leggendo poi tutto quello che è uscito su Tex fino ad oggi. Devo dirti che Kit Willer è quello che mi piace meno dei quattro pards.. Il Kit Willer di GLB aveva un senso. Poi Galep lo disegnava come un ragazzo diciottenne e non come certi disegnatori di oggi. Tu dici che alcuni dicono "clone di Tex". Non è colpa di chi lo dice se certi disegnatori rendono perfino difficile distinguerli e se qualche sceneggiatore (Boselli in primis) per paura di non valorizzarlo, gli fanno fare il Tex, con gli stessi atteggiamenti e via di seguito.
Kit va utilizzato in un certo modo. Se non ne sono capaci, meglio che lascino perdere.
Questo è ciò che penso.
"Un freddo pomeriggio di settembre, nella ventosa prateria del Montana..."
(grazie Mauro!)
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Re: Kit Willer e le vacche.

Messaggiodi Michela » dom ago 20, 2017 10:37 am

Ciao, Vecchio Cammello! :D
carson ha scritto:Io leggo Tex da più di cinquant'anni. Ho iniziato da "La mano Rossa" (il primo Tex che ho letto) ed ho proseguito col numero due e via di seguito e leggendo poi tutto quello che è uscito su Tex fino ad oggi. Devo dirti che Kit Willer è quello che mi piace meno dei quattro pards...

Il mio primo Tex è stato “Sulle piste del Nord”, ma non si può dire che l'abbia letto, visto che non avevo neanche 4 anni. :angel: Mio padre non aveva tutti i numeri precedenti, ma la collezione l'ho completata io, nel tempo, quindi molte delle storie fino circa al n. 90-100 le ho lette solo successivamente. Posso dire di avere vissuto in contemporanea quasi tutto il Periodo d'Oro e i pards li ho amati tutti e quattro, da subito.

carson ha scritto:Il Kit Willer di GLB aveva un senso. Poi Galep lo disegnava come un ragazzo diciottenne e non come certi disegnatori di oggi.

Galep era quello che mi piaceva meno tra i disegnatori che hanno reso grande il Periodo d'Oro. Faceva Kit tracagnotto e con le gambe corte (e pure brutto). Dal mio punto di vista non reggeva il confronto con Nicolò, Ticci e Letteri. Gli preferivo persino Muzzi. Solo con gli anni, e leggendo i primi articoli sull'argomento, ho compreso chi era Galep e quanto ha dato a Tex. :clap: Mi piaceva molto il suo Kit bambino e poi ragazzino delle prime storie, ma ci è voluto Ticci per far entrare Kit nell'età matura (con “Vendetta indiana”).

carson ha scritto:Tu dici che alcuni dicono "clone di Tex". Non è colpa di chi lo dice se certi disegnatori rendono perfino difficile distinguerli e se qualche sceneggiatore (Boselli in primis) per paura di non valorizzarlo, gli fanno fare il Tex, con gli stessi atteggiamenti e via di seguito.

Le citazioni che ho riportato sono tutte di sceneggiatori, nell'ordine Nolitta, Nizzi, Ruju e Manfredi. Non so da dove arrivi la loro sottostima o avversione nei confronti di Kit e nemmeno m'interessa. Dal mio punto di vista si tratta di semplice non-comprensione del personaggio e del suo ruolo all'interno del quartetto e della saga. Non comprendendolo, lo si denigra o si afferma che non serve o che è difficile da usare oppure, quando lo si usa, lo si usa male (o malissimo). Penso che sia perché non si sa come distinguerlo da Tex che spesso lo si fa agire “esagerandolo” in un senso (figure da pirla) o nell'altro (vanterie tipo “sono un Navajo” e sbruffonate varie).
È probabile che tutto questo derivi da una precedente limitata "passione" per Tex stesso (in questo senso non penso certo a Boselli).

A onor del vero, Nolitta ha sempre affermato di avere difficoltà a gestire i quattro pards, ma quando ha usato Kit non lo ha trattato male (a parte la storia con gli uomini-giaguaro, ma lasciamo perdere).
Quello che ha fatto Nizzi non lo voglio nemmeno ricordare. Sulle prove di Faraci e Ruju direi di sorvolare. Manfredi, per fortuna, ha usato Kit solo in un flash-back.
Sul Kit di Boselli il discorso da fare sarebbe lunghissimo, ma ormai non credo che ne valga più la pena.

È vero quello che dici tu ossia che alcuni disegnatori hanno fatto degli errori nel distinguere Tex e Kit, ma trovo più gravi gli errori di sceneggiatura.

Fisicamente, Kit somiglia molto a Tex, è innegabile, e sta alla bravura del disegnatore caratterizzarli entrambi nel modo dovuto. Per fare alcuni esempi pratici, hai presente Jim e Timothy Hutton, Donald e Kiefer Sutherland, Martin e Charlie Sheen? Si capisce subito chi è figlio di chi, tale e tanta è la somiglianza, ma non sono certo uguali.

Quanto ai caratteri dei personaggi, non resta che seguire il modello di GLB, che per quanto mi riguarda è molto chiaro. E quando dico seguire non intendo il fossilizzarsi su certi elementi, ma continuare su quella strada.
Ci sono molti particolari su cui lavorare, se solo si volesse farlo, a partire dalla natura mezzosangue di Kit, di cui ogni sceneggiatore si ricorda o dimentica, a suo comodo.
Certo, in alcuni casi si tratta di sfumature, sia di linguaggio che di comportamento, ma anche curare certe sfumature non fa parte del compito di uno sceneggiatore, che scrive un personaggio non suo, molto amato da generazioni di lettori?

Riguardo alle somiglianze caratteriali, GLB non ha mai trovato necessario precisare che Tex è il migliore del quartetto. È lui il titolare della testata oltre ad essere un ranger - il migliore di tutti - capo Navajo e agente indiano.
Io tuttavia non vedo come la bravura di Kit - che ne ha seguito le orme nel corpo dei rangers e cerca di esserne degno - possa oscurare Tex e non invece renderlo semplicemente un padre orgoglioso.
La bravura di Kit in parte è merito suo, in parte è diretta conseguenza di chi è figlio. È più che lecito aspettarsi che sia molto in gamba.
Le figure da babbeo di Kit, quelle sì che si ripercuotono negativamente su Tex, sulla sua stirpe e quella dei capi Navajos, sui suoi insegnamenti e su quelli di Tiger.

carson ha scritto:Kit va utilizzato in un certo modo. Se non ne sono capaci, meglio che lascino perdere.

Io direi piuttosto che Kit è uno dei quattro pards e va rispettato. Quanto alla tua seconda affermazione, la condivido in toto. :wink: :ciao:
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Re: Kit Willer e le vacche.

Messaggiodi juan velasco » dom ago 20, 2017 2:53 pm

io sono cresciuto con il periodo d'oro e non mi sono mai chiesto chi fosse più in gamba, lo si sapeva leggendo una tavola, né mi è mai sorto il dubbio che Carson, Tiger e Kit sono secondi solo a Tex...
una regola fissata con il grande intrigo dove tutti e quattro sono straordinari e nessuno ruba spazio o oscura gli altri... ognuno fa la sua parte e ne esce fuori un capolavoro che ho riletto decine di volte e che gli autori di Tex dovrebbero avere sul comodino e consultare quando non sanno cosa far fare a Kit o a un altro pard...

Kit non solo é fondamentale, ma lo stesso Tex sarebbe un personaggio meno riuscito se non avesse al suo fianco il figlio...

e anche se La mano rossa l'ho letta qualche tempo dopo non è che per questo Piccolo Falco mi sia diventato superfluo... tutt'altro...

ma vaglielo a dire a qualche sceneggiatore...
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